Giornalismo: carta e internet

Ho fatto il grave errore di lanciarmi in una discussione sul giornalismo on line con un giornalista “tradizionale”, di una redazione locale. Cercando di portare le mie ragioni, spiegando quali sono secondo me i valori aggiunti che la rete può dare, sottolineando che la pubblicazione in rete costa molto meno della stampa permettendo quindi la nascita di nuove realtà, mi sono ritrovata a dover ascoltare una serie di commenti che mi hanno lasciata un po’ di amarezza.

“Voi che predicate la democrazia della rete poi escludete tutti quelli che non sanno usare i nuovi mezzi di comunicazione”.

“Non capisco che senso abbia pubblicare video, magari fatti dai telefonini”.

“Sì beh, potete pubblicare più foto e a colori. Ma vuoi mettere la carta”.

7 Risposte a “Giornalismo: carta e internet”


  1. 1 massimiliano Mercoledì 13 Febbraio 2008 alle 23:28

    che sterile discussione, non credo che il valore di un giornale sia dato dal supporto. ogni medium ha il suo linguaggio di espressione e va declinato per quello che è. i giornalisti dovrebbero piuttosto preoccuparsi dei contenuti non del supporto su cui vengono pubblicati i loro pezzi. se poi l’economist stima che entro il 2043 i giornali spariranno, evidentemente la carta ha fatto la sua storia.il problema è piuttosto che non si ha coraggio/voglia di innovare. ne gli editori ne i giornalisti. gli uni vogliono mantenere la loro posizione di dominio, gli altri spesso per pigrizia si rifiutano di aggiornarsi. finisco citando luca de biase: la carta è un medium e non coincide con il concetto di giornale.

  2. 2 massimiliano Mercoledì 13 Febbraio 2008 alle 23:39

    che sterile discussione, non credo che il valore di un giornale sia dato dal supporto. ogni medium ha il suo linguaggio di espressione e va declinato per quello che è. i giornalisti dovrebbero piuttosto preoccuparsi dei contenuti non del supporto su cui vengono pubblicati i loro pezzi. se poi l’economist stima che entro il 2043 i giornali spariranno, evidentemente la carta ha fatto la sua storia.il problema è piuttosto che non si ha coraggio/voglia di innovare. ne gli editori ne i giornalisti. gli uni vogliono mantenere la loro posizione di dominio, gli altri spesso per pigrizia si rifiutano di aggiornarsi. finisco citando luca de biase: la carta è un medium e non coincide con il concetto di giornale.

  3. 3 annalisa turel Giovedì 14 Febbraio 2008 alle 12:04

    Esatto. Pensa che l’ultima “innovazione”, che i giornali locali stanno ancora tentando di portare avanti, sono gli sms a pagamento per dire la propria…

  4. 4 Vincenzo Giovedì 14 Febbraio 2008 alle 13:07

    Beh… non sapere usare un mezzo non è una giustificazione per accusare chi quel mezzo lo usa… potrei rispondere che allora i giornali dovrebbero pubblicare notizie scritte da chiunque abbia il desiderio di farlo.

    @massimiliano hai iniziato a leggere il libro? :-)

  5. 5 massimiliano Giovedì 14 Febbraio 2008 alle 21:11

    no, no, vincenzo. il libro (http://www.feltrinellieditore.it/SchedaLibro?id_volume=5000930) l’ho finito. e ci sono interessanti spunti di riflessione anche su questo tema.

  6. 6 FG Venerdì 15 Febbraio 2008 alle 15:38

    Scusa ma tu ancora ci parli con uno che dice queste cose? :-)
    Scherzo scherzo… la prossima volta accusalo di far parte del myspace per adulti: http://tinyurl.com/3da8r8 ;-)

  7. 7 annalisaturel Venerdì 15 Febbraio 2008 alle 19:15

    @FG beh, in effetti hai ragione. Ho dato un’occhiata al tuo esperimento già all’indomani di SotN, direi che l’effetto era decisamente scontato :-))

Lascia una Risposta




Flickr:

Immagine 698

Immagine 691

Immagine 689

More Photos