Capisco la posizione della Destra goriziana di difendere il Tricolore sul Sabotino, capisco la strategia di un quotidiano locale (Il Piccolo) di “pompare” la storia, quando è chiaro che d’estate non c’è molto da scrivere, ma non mi si venga a dire (Il Piccolo di oggi) che la faccenda è di quelle che interessano tutti, che stanno veramente a cuore ai goriziani. Per chi non lo sapesse mi riferisco allo “scoop” relativo alla presunta rimozione del prefetto Roberto De Lorenzo a causa della sua volontà di non riaccendere le luci Tricolori sul Sabotino.
Senza autoincensarmi, mi pare che anche su Gorizia Oggi siano ben altri i temi che hanno acceso gli animi dei commentatori. Correggetemi se sbaglio.
Tricolore e strategie di vendita
Pubblicato Mercoledì 30 Luglio 2008 giornalismo 4 CommentsTags: an, Il Piccolo, prefetto, roberto de lorenzo, sabotino, scoop, tricolore



dal numero di commenti degli articoli relativi alla vicenda (24+2+10+24) credo che sì, tu sbagli.
sai meglio di me, visto il tuo percorso di studi, che la massa, a differenza del singolo, non ha opinioni, interessi, preferenze. assume l’opinione dominante, segue la moda che le si propina, continua a volere ciò che ha già.
in questo discorso, grande influenza hanno, purtroppo, i media di massa e non le opinioni delle ristrette cerchie di blogger, mediamente più istruiti, più informati, più critici, che vivono in un limbo.
gorizia oggi, per fortuna tua, è un luogo “di massa”, non elitario come tanti altri non luoghi virtuali.
quindi rappresenta l’opinione di una massa che per anni, decenni, è stata condizionata da uno dei peggiori sistemi mediatici del mondo occidentale. e purtroppo, per noi italiani, destinato a continuare in questa rincorsa al pessimo.
i politici, poi, rappresentano i cittadini e quindi non sono immuni a queste influenze. anzi hanno abdicato al loro ruolo di guida e preferiscono seguire, anche loro, il pensiero comune, nell’errata convinzione che sia giusto. sicuramente questo porterò loro voti ma non permesse un progresso della società nel suo insieme.
i giornalisti, da canto loro, continuano ad esistere quasi esclusivamente grazie alla politica. una sorta di gatto che si morde la coda.
gli uni e gli altri sono quindi destinati a logorarsi, fino a che punto non so dire.
i comenti sono 24 + 10 + 1 + 2, chiedo venia per il refuso
Beh, ad esempio le impronte digitali inviate da Gherghetta a Maroni ne ha fatti 45 di commenti… D’accordo su tutta l’analisi, comunque.
tu ritieni che 45 commenti segno di “buon interesse”, mentre 37, no. io ritengo già 37 commenti, per la realtà goriziana e di gorizia oggi, segnale di un dibattito numericamente importante.
ma i numeri sono e restano numeri. evidentemente li interpretiamo in maniera diversa.
ciò che tu tiri in ballo, però, è un altro esempio di notizia che non ha alcuna ricaduta concreta sulla vita dei cittadini di questa provincia.
gherghetta è stato molto abile a sfruttare un tema caro alla lega, e altra parte del centrodestra, e rispedirlo con una provocazione, che tale resta, al mittente. ha sfruttato bene anche il periodo scarso di notizie ed altro dibattito (un po’ come faceva bossi ogni anno il 16 agosto invocando la secessione) per avere una ottima visibilità.
i giornalisti che da noi non sono più in grado di cercare la notizia o lo scoop, figuriamoci scrivere pezzi di denuncia, ci sono “caduti” come al solito. ma come dicevo i due interessi, politica e giornalismo, coincidono e si alimentano l’un l’altro.
questo genere di dibattito lo reputo il classico specchietto per le allodole, buono per sviare l’attenzione della massa lontano dai temi reali e concreti. chiacchiere da bar. da riproposizione in chiave moderna di schemi che muovono istinti primitivi (la caccia, la difesa del proprio territorio).
chiudo con una frase a me cara che riassume il mio pensiero: tornate pure al vostro grande fratello.